Colomba e Leone
22 di Aprile di 2007



Se consideriamo che l'Universo e la vita sono qualcosa di buono, perché l'Amore è Dio,allora dobbiamo pensare che anche il futuro dell'umanità deve essere “obbligatoriamente” buono?

Ma che cosa è “buono”, che cosa è Amore?...

E’ tollerare perfino tutto quello che facciamo, distruggendo il nostro mondo (o ciò che non facciamo vedendo che altri lo distruggono), e compiacerci per questo?
È questo vorrebbe dire ’essere “buono?”
Evviva! Allora continuiamo a distruggere!...

Così saremmo solo fantocci senza responsabilità, poiché ci sarebbe un Dio che ripara quello che distruggiamo, e questo non avrebbe nessun senso, se parliamo della possibilità di crescita interiore.

Non ci sarebbe neppure alcuna considerazione per chi soffre le conseguenze della nostra malvagità, e questo denoterebbe l'esistenza di un Dio che non è Amore, che non ci ama, perché permette ad alcuni far soffrire altri “senza motivo”, rimanendo poi liberi da ogni male.

E non ci permetterebbe continuare a crescere come anime, evolvendo in saggezza, in bontà, in chiarezza.

O “buono” vuol dire darci la libertà, per imparare e crescere, ricordandoci , come si sta facendo qui, che siamo noi stessi i responsabili dei mali dell'umanità e non Dio?

E che il nostro futuro non è scritto ma che dipende da ciò che stiamo seminando o smettendo di seminare oggi, sia a livello individuale che collettivo?

E se seminiamo spine, è “buono” e “amorevole” mietere fiori belli?

Oppure “buono” e “amorevole” è avere la possibilità di 'inchiodarci con le nostre proprie spine, affinché possiamo imparare quello non si deve fare, non facendolo di nuovo, e non inchiodare più nessuno? (se non capiamo in altri modi).

Se abbiamo ancora la possibilità di costruire un mondo migliore, e non facciamo niente, ci meritiamo un futuro di fiori o di spine, sia individualmente che collettivamente?

 

Alcuni Scritti

 

© 2007 Enrique Barrios
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